A tavola con i più piccoli…

Accettare o gradire un’ampia gamma di cibi sono premesse importantissime e fondamentali per la nostra salute e per l’equilibrio dell’ambiente che ci circonda, ma come mai molto spesso i bambini preferiscono un’alimentazione povera di frutta e verdura e monotona?Come mai sono gli alimenti più sani e raccomandati ad essere rifiutati dai più piccoli?

Innanzi tutto dobbiamo sapere che lo strumento principale per la valutazione del cibo è rappresentato dai sensi, in particolar modo gusto e olfatto, sensi che si sviluppano già nel grembo materno.

Moltissime sostanze che compongono il cibo della madre si ritrovano poi nel liquido amniotico e da qui, gli stimoli olfattivi e gustativi raggiungono naso e bocca del feto, dove entrano in contatto con specifici recettori che li indirizzano al cervello che si sta formando. In questo modo i bambini assaggiano il cibo della mamma sin dalla vita intrauterina.

A partire dalla ventesima settimana di gestazione, il feto reagisce ai cambiamenti di sapore del liquido amniotico cambiando l’espressione del volto e dalla trentaduesima modifica il ritmo di deglutizione in base al sapore dolce o amaro.

Ancor prima però di essere condizionato dall’ambiente e dalla cultura che ci circonda, il senso del gusto è regolato dal nostro patrimonio genetico, infatti la natura ci ha donato la capacità innata di valutare e controllare la composizione dei cibi aiutandoci così nel corso dell’evoluzione, a difenderci da sostanze potenzialmente dannose e a riconoscere quelle potenzialmente più vantaggiose per la salute.

Ad esempio nei confronti del “gusto amaro” che corrisponde anche alla presenza di composti potenzialmente dannosi, abbiamo un’innata avversione, mentre quasi tutti prediligiamo in modo istintivo il “gusto dolce” legato infatti ai carboidrati che rappresentano una fonte di energia facile da utilizzare.

L’esperienza ha però fin dall’inizio della nostra vita, un ruolo fondamentale perché è in grado di cambiare il nostro modo di percepire i gusti e quindi di accettarli, è per questo che viene caldamente consigliato di esporre i bambini a molti assaggi di cibi diversi e di insistere, senza forzature,  riproponendoli durante tutto il periodo dell’accrescimento, anche se in un primo momento sembravano essere poco graditi.

Le preferenze e le avversioni per alcuni cibi si sviluppano anche sulla base di stimoli emotivi, tradizioni, atmosfere e ambiente, i bambini infatti registrano dettagli e sfumature, emozioni e sensazioni che associano al cibo che in quel momento stanno assaporando. Chi di noi quando assapora una fetta di pane con burro e marmellata non viene inondato da ricordi dell’infanzia? Magari della nonna che lo preparava con amore o il sorriso della mamma mentre ci sbucciava i mandarini?

È perciò importante consumare i pasti in un ambiente armonioso perché è così che possiamo riuscire a far accettare ai più piccoli alimenti che hanno deciso di rifiutare, con il tempo i messaggi che forniamo ai nostri piccoli sul cibo vengono elaborati e si trasformano in comportamenti equilibrati….

Anche l’esempio fornito dagli adulti svolge un ruolo fondamentale sul comportamento alimentare dei più piccoli. Fin dalla nascita infatti siamo dotati di aree cerebrali che registrano e ripetono le informazioni legate a espressioni o a movimenti compiuti da altre persone, come avessimo uno specchio interno, per questo i neuroni di queste aree, sono denominati “neuroni a specchio”.

Quando vediamo qualcuno bere, mangiare o sorridere, nel nostro cervello si attivano le aree volte a svolgere quell’azione anche se non siamo noi a compierla, si creano perciò delle azioni virtuali. L’efficienza di questi neuroni sembra inoltre aumentare quando i bambini osservano altri bambini, questo ci permette di capire come l’influenza dei compagni di scuola, asilo, di amici, o dei fratelli sia fondamentale. I neuroni a specchio sono la base dell’empatia, che riveste un ruolo fondamentale anche nel modo di accudire gli altri attraverso il cibo. Quanti bambini sin dal primo anno di vita dispensano cibo agli altri, imboccano i genitori o gli zii?

Con i più piccoli bisogna saper coltivare la pazienza… sviluppare in loro la preferenza verso cibi più salutari richiede alle volte un processo educativo complesso ma che porterà a rigogliosi frutti.

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